Pennette in salsa di spinaci novelli e ricotta forte

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Oggi vi propongo un primo piatto frutto di una prova prodotto “spontanea”… quindi comprato e mai omaggiato. Si tratta di una pennetta prodotta con farina di lenticchie rosse a marchio @Barilla. Fermo restando che sono sempre fedele ad alcune marche, devo dire che la tenuta in cottura non mi ha delusa. A cottura ultimata il profumo c’era, il colore anche. Ho scelto un condimento dolce/salato per esaltarne il gusto. Provatela anche voi!

Ingredienti per 4 persone: 350 g di penne Barilla alle lenticchie rosse, 3 manciate di spinacino novello fresco, 4 cucchiaini di ricotta forte @Tiberino1888 (in alternativa ricotta salata romana), 8 foglie di basilico, olio evo, sale, 1/2 spicchio d’aglio.

Procedimento: mettete a bollire abbondante acqua per la pasta. Nel frattempo, dopo aver lavato e scolato la verdura, fatela appassire in tegame con il basilico spezzettato a mano, una punta d’aglio, poco sale, pepe. Non appena il volume si riduce, spegnete il tutto, prelevate 1/3 della quantità e frullatela in un mixer. Scolate la pasta (tenete un mestolo di acqua) al dente e versatela nel tegame degli spinaci. Unite subito la salsa frullata, poca acqua di cottura e 2 cucchiai di ricotta forte. Mescolate il tutto mantenendo una fiamma bassa. Servite completando con fiocchetti di ricotta e pepe nero.

Spaghetti con puntarelle e pomodori secchi

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Finalmente sono arrivate le mie amatissime puntarelle, un ortaggio poco conosciuto al Nord, ma di grandissima fama nel Centro e Sud Italia, in particolare nella tradizione gastronomica romana, di cui sono uno dei piatti simbolo e altro non sono che i germogli della catalogna. Solitamente vengono consumate crude condite con le acciughe, aglio e olio evo di buona qualità. Oggi le “castighiamo” in un primo piatto super gustoso, facile e veloce da eseguire.

Ingredienti per 2 persone: 200 g di spaghetti, 4 falde di pomodori secchi, 4 foglie di basilico fresco, 250 g di puntarelle, pepe nero, 1 spicchio d’aglio.

Procedimento: mettete a bollire abbondante acqua salata per la pasta. Nel mentre dopo aver lavato bene le puntarelle, tagliatele a strisce per il lungo. Disponetele in un tegame antiaderente con 1 spicchio d’aglio, olio evo, spolverata di pepe nero e basilico ben lavato, sminuzzato a mano. Avviate la fiamma e lasciate cuocere per una decina di minuti. Si devo ammorbidire ma non sfaldare completamente. Regolate di gusto. Unite subito anche i pomodori secchi tagliate a striscioline fini. Lessate la pasta al dente. Con un mixer date una frullata ad una piccola parte di puntarelle, qualcosa tipo il 10%. Mescolate, unite 1/2 mestolo di acqua di cottura. Tenete in caldo. Scolare la pasta, versarla poi nel tegame e spadellate velocemente per 30″.

Servite ben caldi e con una ulteriore spolverata di pepe nero.

“Ova Sperdute” di Mastro Martino

ovasperduteDall’antico Ricettario di Maestro Martino, ecco una ricetta davvero semplice: uova in camicia (“sperdute” nell’acqua, appunto), insaporite con il gusto acidulo delle arance spremute, arricchite a piacere con formaggio grattugiato, zucchero e spezie dolci (nel nostro caso è lo zafferano). In una ricetta seguente, Martino precisava che le stesse si potevano far cuocere anche nel latte o nel vino dolce, senza aggiungervi però il formaggio.

tacuinum-sanitatis-germania-xv-sec-bnf-paris-ms-lat-9333-fol-63v-uova-di-gallina-particRicetta originale:

Fa’ che l’acqua bolla et rompegli dentro l’ova freschissime, et prese  ch’elle sono* cavale fora dell’acqua che siano tenerelle, mettendoli sopra del zuccaro, dell’acqua rosata, de le spetie dolci, et un poco di suco di naranci** overo agresto; et si più ti piacesse, lasciando le cose sopra ditte gli mittirai sopra di bon caso grattato*** et de le spetie dolci”.

*     “prese ch’elle sono”: appena si rapprendono

**   “suco di naranci”: succo d’arancia

*** “caso grattato”: formaggio grattugiato

20190429_194059La mia versione: in una casseruola fate scaldare dell’acqua e aceto; porta a leggera ebollizione. Sgusciate delicatamente un uovo su un piattino (oppure un mestolo), facendo attenzione a non rompere il tuorlo. Con un cucchiaio create un vortice e fate scivolare al centro dello stesso l’uovo. Abbassate di colpo la fiamma. A questo punto l’albume si avvolgerà attorno al tuorlo, per dargli una forma regolare e raccolta puoi aiutarti con una schiumarola. Cuocete per 3′ o comunque fino a quando l’albume sarà rassodato e il tuorlo resterà morbido. Scolatelo, eliminate eventuali filamenti di albume.

20190429_194339Adagiate l’uovo in camicia su un piattino, cospargetelo di zucchero, succo d’arancia (qualche cucchiaio), liquido di zafferano e pistilli (5 pistilli per uovo @Zaffineria), formaggio grana grattugiato.

Ricetta insolita ma assolutamente da provare! Parola di Mastro Martino!

Risotto allo zafferano e asparagi (ricetta filmata)

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Il riso ha origini asiatiche e fu importato in Europa dai Mori e dai Saraceni, facendo la sua comparsa in Italia attorno al XIII secolo. Troverà poi terreno ideale in Pianura Padana e nella zona del Vercellese. Il connubio riso e zafferano è nato probabilmente dal riso col zafran, un piatto già conosciuto nel Medioevo. Ma quando compare in Italia? Probabilmente nel 1700, grazie al cuoco Antonio Nebbia che ne parlerà nel suo libro Il Cuoco maceratese, del 1779.

Questo preambolo per anticiparvi la ricetta di oggi che non è sicuramente nuova ma che ho modificato negli ingredienti e consistenze. Non parlo solo degli asparagi ma soprattutto dei pregiati, preziosi pistilli di zafferano di @Zaffineria, acquistati in occasione della Fiera Live Wine. Ma la loro storia già la conoscete… vi lascio la ricetta.

Ingredienti per 2 persone: 200 g di riso Carnaroli, 1 scalogno, 10 pistilli di zafferano, 1 mazzetto di asparagina, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, 1 litro di brodo vegetale, 40 grammi di burro, 50 grammi di grana lodigiano, olio evo, sale.

Procedimento: mettere in infusione gli stimmi (circa 5 stimmi a persona se uniti a 3, altrimenti 15 pistilli separati) in pochissima acqua calda (circa un dito orizzontale) almeno 1 ora prima dell’utilizzo.

mont1Nel mentre dedichiamoci agli asparagi che dovete ben lavare, privare della parte finale del gambo (troppo dura) e privare della punta che cuoceremo insieme al riso nella parte iniziale. Lessate i gambi in acqua bollente fino a che si saranno ammorbiditi: ci vorranno almeno 15/20 minuti. tostaturaNel frattempo riducete lo scalogno a rondelle e preparate un soffritto con una punta di burro e poco olio evo. Dopo un paio di minuti inserite i riso, tostatelo bene e sfumate con il vino bianco (facoltativo). Aggiungete 2 mestoli di brodo caldo e le punte di asparago crude. Portate a cottura aggiungendo un mestolo alla volta, fino a completo assorbimento. Scolate i gambi d’asparago, frullateli in un mixer con un cucchiaio d’olio, un poco di brodo e grana grattuggiato, fino ad ottenere una crema liscia.inzaff

A due minuti dal termine della cottura del riso inserite lo zafferano (pistilli e liquidi) e spegnete mantecando con il burro restante. Servite caldo con qualche cucchiaio di crema d’asparagi per ogni commensale.

Casarecce in salsa di zucchine e mandorle

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Arrivano le zucchine….mmm…  in realtà si trovano tutto  l’anno e seppure sarebbe meglio utilizzare le verdure di stagione ogni tanto ci sta fare uno strappo alla regola. Ma i fondo siamo in Primavera ed il periodo è quello giusto! Se avete poco tempo per il pranzo… questo piatto si prepara in 15 minuti. Solo il tempo di portare ad ebollizione l’acqua e cuocere la pasta e avrete pronto il vostro piatto leggero e abbastanza light. Andrà benissimo anche da portare in ufficio.

Ingredienti per 2 persone: 200 g di casarecce, 3 zucchine piccole chiare, una manciata di mandorle a lamelle, qualche fogliolina di basilico fresco, 1 cucchiaio di grana padano grattugiato, una punta d’aglio, olio evo, sale , pepe nero.

Procedimento: mettete a bollire abbondante acqua calda; nel frattempo prendete una ciotola e grattugiate all’interno le zucchine. Preparate un tegame antiaderente con olio, l’aglio che scalderete piano piano. Versate le zucchine e conditele con formaggio, sale e pepe. Cuocete a fuoco bassissimo mentre già buttate la pasta. Prendete le mandole e date ulteriore taglio a coltello, senza polverizzale. Spezzettate a mano anche il basilico. Versate il tutto all’interno del tegame. Tenetene poche per completare il piatto al momento del servizio.

Scolate la pasta al dente (poco scolata…) e trasferitela nel tegame. Amalgamate il tutto: pasta e verdura deve insaporirsi a dovere. Servite con un giro d’olio crudo, pepe nero e lamelle di mandorla.

Casarecce Mimosa

casarecce Mimosa

Gli asparagi con le uova sono un secondo piatto di origine lombarda, che vantano una preparazione talmente classica, che viene consumata anche nel resto del territorio nazionale. In Lombardia poi il territorio davvero favorevole e adatto favorevole alla crescita di questo prezioso ortaggio, il cui nome varia da aspars a sparg e sparse. L’abbinamento tra uova e verdure è molto goloso ma io ho voluto rivisitarlo e farlo diventare un primo piatto!

Ingredienti per 4 persone: 350 g di casarecce (Garofalo o della marca che gradite di più, 400 g di asparagi, 3 uova, 1 scalogno, olio evo, sale, pepe, 2 tazze di brodo vegetale.

Procedimento: come prima cosa mettete a rassodare* le tre uova. Nel frattempo lavate bene gli asparagi; privateli dell’ultimo cm e poi riduceteli a rondelle mantenendo integra la punta (circa 3 cm-due dita). In un largo tegame scaldate poco olio, unite lo scalogno lavato e tagliato a fettine.20190331_123900 Aggiungete solo le rondelle e cuocetele a fuoco vivace per 20′. Unite un pochino di brodo vegetale caldo per non farli asciugare troppo. Devono cuocere sempre in un bel sughetto. Salate e pepate a gusto. Mettete a bollire l’acqua per la pasta, salata. Terminato il tempo di cottura degli asparagi, trasferiteli in un mixer(lasciatene fuori un cucchiaio) e riducete in salsa. Unite un cucchiaio di olio. Rimettete tutto nel tegame, unite anche le punte che avevate lasciato da parte. Aggiungete ancora poco brodo affinchè tutto possa essere amalgamato bene. Buttate la pasta, scolatela al dente e passatela al tegame con la salsa e finite di cuocere. 20190331_125746
Nel frattempo le uova saranno già pronte. Servite la pasta completando il piatto con il tuorlo d’uovo sbriciolato sopra e una macinata di pepe e olio a crudo.

Un tocco in più… invece di olio evo… olio al tartufo!

*IMPORTANTE!

Ma quanto devono bollire le uova sode? Per circa 10 minuti, o comunque almeno per 8. Una volta trascorso questo periodo di tempo, le uova vanno scolate e poste immediatamente sotto un getto di acqua fredda.

Spaghettini del Golfo

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Oggi vi lascio una ricetta veloce e facile, e di sicuro successo. I profumi, i colori e gli aromi vi ricorderanno la costiera amalfitana, le temperature dolci della primavera.

Ingredienti per 4 persone: 500 gr di spaghettini, 3 pomodori di Pachino, 1 falda di pomodoro secco, 150 gr di olive di Gaeta (meglio se denocciolate), 30 gr di capperi sotto sale, 1/2 cucchiaio di prezzemolo, 1/2 spicchio d’aglio, 1 punta di peperoncino, 1/2 cucchiaio di paprika (dolce o piccante), sale, pepe nero, olio e.v.o.

Procedimento: mettete a scaldare abbondante acqua salata. Nel frattempo denocciolate le olive, lavate i capperi dal sale e tritateli finemente con l’aglio e il peperoncino, meglio se con il mixer. Unite poi poco olio, il pomodoro secco e fresco, la paprika, poco sale e amalgamate bene. Lasciate riposare. Scolate la pasta e unitela al suo sugo. Completate con le olive, pepe nero e un filo d’olio a crudo.

Farinata genovese agli aromi

 

farinatagenoveseUna leggenda racconta che sia nata nel 1284, quando Genova sconfisse Pisa nella battaglia della Meloria. I vascelli genovesi, chiamati galee e cariche di vogatori prigionieri, si trovarono coinvolte in una tempesta. Nella concitazione alcuni barili d’olio e sacchi di ceci si rovesciarono, inzuppandosi di acqua salata. Poiché le provviste erano scarse e non c’era possibilità di scelta, venne recuperato il possibile e ai marinai vennero date scodelle di una purea informe di ceci e olio. Alcuni marinai la rifiutarono… lasciandola al sole; l’impasto si asciugò trasformandosi in una specie di frittella bassa. Il giorno dopo, divorati dai morsi della fame, i marinai mangiarono il preparato scoprendone con sorpresa la prelibatezza. Rientrati a terra i genovesi pensarono di migliorare la scoperta improvvisata, cuocendo la purea in forno. Il risultato piacque e, per scherno agli sconfitti, venne chiamato “l’oro di Pisa”. ©WIKIPEDIA

Ma torniamo ai giorni nostri: questa è la mia versione: cotta in forno, con tanti aromi, profumatissima. Da mangiare in purezza, accompagnata a salumi, formaggi… A mio avviso rientra tra i migliori street food nazionali… che ovviamente vi consiglio di provare subito.

Ingredienti per 4 persone: 150 g di farina di ceci, olio evo, sale, pepe Q.B., un trito di aromi misti tipo rosmarino, origano, rimo.

Procedimento: versate in una ciotola a sponde alte 150 g di farina di ceci e aggiungi, poco alla volta, 450 ml di acqua fredda mescolando con una  frusta per evitare il formarsi dei grumi. Aggiungete 1 cucchiaio di olio extravergine, unite il trito di aromi, regolate di sale, mescolate e fate riposare  per  almeno 2 ore coperto da pellicola. Trascorso il tempo necessario, versate l’impasto in una teglia di 28 cm di diametro unta d’olio e cuocete in forno già caldo a 200°C per circa 15′. Sfornate e servite bella calda spolverizzata di pepe macinato al momento.

Mafalde di legumi, edamame e curry

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Ho voluti provare questo tipo di “pasta” non convenzionale …nel senso che gli ingredienti che la compongo sono svariati: ceci e lenticchie, grano saraceno, teff, mais, sorgo e amaranto… tutti naturalmente senza glutine.

Sembrano nati per stare insieme … ed accompagnati ad un sughetto un pò allungato ma saporitissimo e reso un pò esotico.

Ingredienti per 2 persone: 200 g di mafalde corte Garofalo; 200 g di edamame surgelati, 1 cucchiaio di curry, 1 patata piccola, 200ml brodo vegetale, olio evo, sale, pepe nero.1280x500-header-442

Procedimento: in una casseruola mettete a sbollentare gli edamame e la patata sbucciata per circa 10′ dal momento del bollore. Prelevate una manciata di edamame e il resto frullatelo assieme alla patata con poco olio evo (1 cucchiaio), il curry, sale, pepe e un filo di brodo alla volta in modo che risulti una crema fluida, non soda. Mettete a bollire l’acqua per la pasta. Scolatela al dente e conditela Edamame_by_Zesmerelda_in_Chicagocon la salsa. Filo d’olio… pepe nero…

Facile e veloce!

Calamarata con carciofi, limone e noci

calamarata

Buongiorno a tutti! Dopo qualche giorno di pausa eccomi a pubblicare la ricetta che probabilmente avrete già visto su Instagram nei giorni scorsi. Si tratta di una “finta calamarata” ovvero di una pasta a base di farine di legumi a marchio Legù che ha tenuto molto bene la cottura, catturato il sughetto ed esaltato i sapori. La differenza da una pasta “convenzionale” è davvero poca… e in più è sana e gluten free.

Ingredienti per 2 persone: 200 g di pasta Legù (formato calamarata), 2 carciofi grandi, una manciata di noci, un rametto di rosmarino, 2 limoni non trattati, olio evo, 1 spicchio d’aglio.

Procedimento: dedichiamoci alla pulizia dei carciofi (a meno che non vi abbia fatto una cortesia il vostro ortolano di fiducia). Private il carciofo delle punte e tagliatelo in 4 parti: togliete le punte interne e quella sorta di lanugine bianca. Lavateli bene e man mano lasciateli in acqua e limone per non farli annerire. Tagliateli a fettine sottili. Mettete sul fuoco un tegame antiaderente con poco olio, aglio e rosmarimo. Unite da subito i carciofi e cuoceteli a fuoco medio per 15/20 minuti. Nel frattempo mettete a bollire acqua salata per la pasta. Scolatela leggermente al dente e trasferitela nel tegame dei carciofi, ai quali unirete noci tagliate grossolanamente a coltello e una grattugiata abbondante di buccia di limone.