Blinis, yogurt greco, salmone e erba cipollina

blinis

I blinis sono delle deliziose crespelle salate di origine russa, piccole e piuttosto morbide e gonfie, venivano originariamente preparate alla fine dell’inverno… quindi ideali per questo tempo di temperature ballerine!
Ingredienti: farina 00 80 g, uova 1, lievito istantaneo per preparazioni salate 8 g, latte 100 ml, panna fresca liquida 50 ml, sale fino 1 pizzico, 2 cucchiai di noci tritate, 2 falde di pomodori secchi sottolio.
PER GUARNIRE Yogurt greco  100 g, ciuffi di erba cipollina, pomodori secchi 1 falda, salmone affumicato scozzese 200 g
Procedimento: per preparare i blinis procediamo con la preparazione dell’impasto di base. Separate il tuorlo dall’albume e sbattete il tuorlo in una terrina, aggiungete il latte e la panna a filo mescolando bene per evitare la formazione di grumi. Aggiungete la farina e il lievito setacciati, continuando a mescolare. Lasciate riposare l’impasto per un’oretta circa. Aggiungete poi all’impasto l’albume montato a neve con un pizzico di sale, facendo attenzione a non sgonfiarlo.
Scaldate e ungete con poco burro un tegamino antiaderente, quando sarà ben calda versatevi un mestolo di impasto che si gonfierà formando una crespella di diametro di circa 7 cm. Quando il fondo si sarà rassodato girate il blini aiutandovi con una spatola; fate dorare anche l’altra parte. Continuate così fino a terminare tutto il composto.
Iniziate a preparare la guarnizione per i blinis: in una ciotolina mescolare lo yogurth con l’erba cipollina, le noci tritate, i pomodori secchi tagliati finemente; salate. Create delle “roselline” con il salmone.
Spalmate la crema sui blinis; adagiate le roselline di salmone; guarnite con uno stelo di erba cipollina e noci.

Cucina vintage: dalle uova ripiene ai canapè

Siamo tutti più o meno d’accordo che la cucina sia, negli anni, molto migliorata a livello visivo, gustativo ed estetico. Tant’è che mi è venuta la voglia di fare una piccola ricerca ed un divertente sondaggio per capire quali sono i piatti che non ci mancheranno e dei quali faremmo davvero a meno di trovare in carta al ristorante, a casa di amici o parenti. Non stiamo facendo un “processo” ma vogliamo solo consegnare alcuni cibi agli anni in cui cdbe2b7f3c1ee740201db26ab405cb19hanno avuto lo splendore meritato.

ANTIPASTI

Potremmo tranquillamente iniziare con: vol au vent e canapè, uova ripiene, cocktail di gamberetti in salsa aurora, aspic di pollo e verdure… tanto per iniziare.

PRIMI PIATTI

Ma passiamo alla prima portata dove incontriamo uno dei piatti che ho “odiato” in gioventù e che non gradirei rivedere da nessuna parte: ravioli con prosciutto, panna e piselli. Tutt’altro che leggeri, tutto fuorché gradevoli. A seguire vogliate gradire mare&montidelle pennette wodka, panna e salmone, una tagliatella mare&monti, un risotto fragole e champagne, un timballo di riso e per finire un “orribile” riso e prezzemolo. Orribile perché me lo hanno spacciato sempre per buono e salutare mentre era in realtà slavato, senza carattere.

SECONDI PIATTI

cf0de51e2d4d341db308916ae89fbd0eAdesso arriva il bello: che ne dite di archiviare la mousse di tonno a forma di pesce,con tanto di occhietti e squame? E l’arrotolato di pollo ripieno? Il fritto misto del ristorante che tanto misto non è mai… calamari e seppie. Ma vogliamo parlare della povera sogliola alla mugnaia… e dello sfruttatissimo filetto al pepe verde? Buoni tutti ma ormai troppo superati e visti in carta al ristorante e nelle case degli italiani. Li ricorderemo con affetto.

DOLCE

profSenza troppo infierire sui pilastri della pasticceria direi che possiamo togliere dai menù i profitteroles, le merighe pannose e multistrato, la zuppa inglese. Non dico di assaggiare solo dolci griffati Knam, Massari, Montersino ma di scegliere dolci un pò meno vintage e più creativi.

In conclusione, continuiamo ad amare la cucina e le sue tradizioni con uno sguardo all’innovazione e alla qualità delle materie prime.

Foto: Pinterest – Giallo Zafferano