Gran cous cous vegetariano

couscous

Buongiorno! Oggi un primo piatto super fresco e senza peccato. D’origine nordafricana, il cous cous è ormai parte della nostra cucina, ottimo per primi piatti dal gusto esotico o per piatti unici profumati e freschi. Realizzato con un impasto di acqua e cereali diventa base perfetta per una grande varietà di ricette gustose. Se poi avete ospiti vegetariani non potete sbagliare. Come vuole la tradizione siciliana si può preparare con l’aggiunta di pesce, ma è squisito anche con la carne bianca. La mia proposta di oggi è vegetariana. Preparatene anche da consumare in ufficio, da portare in spiaggia, ad un picnic… insomma… perfetto per qualsiasi occasione.

Ingredienti per 2 persone: 125g di Cous cous (senza glutine), 1 zucchina grande, 100 g di olive taggiasche senza nocciolo, 1 cetriolo carosello, 200 g di pomodori Camone ben sodi, 100 g di feta light, olio evo, 3 peperoni dolci piccoli, 10 foglie di basilico, sale, pepe.

Procedimento: cuocete il cous cous secondo le indicazioni riportate sulla confezione. Dopo di che scolatelo e sgranatelo bene con l’aiuto di una forchetta e 1/2 cucchiaio di olio. Mettete in frigorifero. Nel frattempo… tagliate a dadini piccoli la feta, i cetrioli, i pomodori, i peperoni; tagliate a metà le olive. Spezzate il basilico con le mani. Mettete tutti gli ingredienti in un’ampia insalatiera, aggiungete il cous cous, 2 cucchiai di olio,sale, pepe a piacere. Mescolate energicamente. Servite fresco non freddo.

Ieri era la “schiscetta”. Oggi è il food jar!

4335271Pausa pranzo fuori ufficio al parco? Pic-nic nel verde, in riva al fiume o al mare? Invito dell’ultimo momento da amici? Un’unica soluzione per tutte le situazioni ci arriva d’oltre oceano: Food Jar, ossia cibo in barattolo di vetro. E ci potete mettere davvero di tutto; dal primo piatto all’insalata, dal dolce alla frutta. Il vetro è trasparente, fashion, igienico e comodo da trasportare; requisiti non trascurabili anche in tema di eco-sostenibilità. Il pranzo all’aperto rappresenta l’occasione di socializzazione più adatta tra colleghi, crea gruppi, ci si scambia il vasetto, si assaggia, si provano nuovi sapori.
Certo, bisogna organizzarsi con anticipo, programmare una spesa adeguata per avere una “Schiscetta perfetta”. Anticamente questa pratica era riservata alla classe operaia, ai muratori milanesi i quali, non potendosi permettere un pranzo in trattoria, portavano il cibo da casa, cucinato dalla madre o dalla moglie. Il contenitore si chiamava appunto “schiscetta” era in metallo e composto da due vani dove venivano riposte le due pietanze, sovrapposte e dunque schiacciate. Da qui l’etimologia del nome. Ritroviamo anche un’analogia con il contenitore usato in ambito militare chiamato “gavetta
“, anch’esso usato per riporre il cibo dei soldati. Detto questo, milanesi e non, godetevi la bella stagione, l’aria aperta, scatenate la fantasia, giocate con i colori ed i sapori e lasciatevi ispirare dalle ricette che vi lascio per affrontare una pausa pranzo, divertente, vegetariana, salutare ma gustosa. ©Elly Aucone Photographer