Reginette in salsa di zucchine, nocciole e bottarga

reginetteBuongiorno. Oggi vi delizio con una pasta dalla consistenza vellutata e croccante, allo stesso tempo. Un formato di pasta che si presta ad accogliere il condimento nel suo abbraccio, un gusto delicato ma con un finale che profuma di “mare”.

Ingredienti per 2 persone: 200 g di reginette (io ho usato @PastaGarofalo gluten free), 2 zucchine medio piccole, una manciata di nocciole, una manciata di parmigiano reggiano, 4/5 foglie di basilico fresco, sale, pepe nero, un cucchiaio di bottarga di muggine o tonno in polvere.

Procedimento: mettete a bollire abbondante acqua salata per la pasta. Nel frattempo, pulite, lavate e lessate le due zucchine. In un tegame piccolo, antiaderente, tostate le nocciole e poi spezzettatele grossolanamente.

In un mixer mettete le zucchine tagliare a rondelle, 4 cucchiai di parmigiano, 1 cucchiaio di acqua di cottura della pasta, le foglie di basilico, sale, pepe a piacere. Frullate bene.

Scolate la pasta e conditela con questa salsa favolosa. Completate con le nocciole e una spolverata di bottarga che… creerà la magia!

Buon appetito!

Rosti aromatico di patate e scalogno

rosti

Quanti piatti possiamo inventarci realizzare con un ingrediente  semplice, della terra, come le patate? Tantissimi. Uno tra tutti quelli che faccio è anche un pò il mio preferito: parliamo del rosti, un piatto tipico svizzero a base di patate che vengono grattugiate e saltate in padella, facendo creare una croccante crosta dorata.

La ricetta base del rosti prevede l’utilizzo di patate a crudo, burro e sale, ma è possibile gustarne diverse varianti nei vari cantoni svizzeri.
Nella ricetta che vi propongo oggi, per esempio, le patate vengono insaporite da scalogno tritato e da erbe aromatiche miste!

Il rosti di patate può essere gustato come contorno o come piatto unico; per renderlo ancora più sostanzioso e ricco si può accompagnare con un uovo all’occhio di bue, wurstel alla griglia, salmone… oppure con una spalmata di robiola di capra!

Ingredienti per 4/6 persone: 1 kg di patate, 2 scalogni, 50 g di burro, Sale fino q.b., Pepe nero, 1 cucchiaio di prezzemolo, 1 cucchiaio  di erbe aromatiche miste secche, 2 vaschette di robiola di capra da 60g circa.

20190128_193327Procedimento: per preparare il rosti iniziate con il lavare e pelare le patate . Grattugiatele con una grattugia a fori larghi. Tritate finemente gli scalogni. Riunite il tutto in una zuppiera. Condite con sale, pepe, prezzemolo tritato e erbe aromatiche. Mescolate bene ed assaggiate. Scaldate 50 gr di burro in un tegame antiaderente, versatevi il composto di patate che pareggierete con un cucchiaio di legno passato sotto il rubinetto. Lasciate cuocere così finchè ai bordi si comincerà ad intravedere un colore dorato. Quando si sarà formata la crosticina  potete girare il rosti con l’aiuto di un piatto (come per una frittata)*. Terminate la cottura e servite accompagnate dalla robiola o da ciò che preferite. Buon appetito!

*NB potete cuore anche dei mini rosti con l’aiuto di formine in metallo.

Bismarck di Asparagi

asparagbismarckLa storia narra che il cancelliere tedesco ne mangiasse ben 12 alla volta. Ma amava anche ogni genere di carne, i vini del Reno e la birra bionda. Diceva: “Chi lavora molto deve nutrirsi bene”. Molto d’accordo su quest’ultima affermazione… un pò meno sulla quantità di uova. Bismarck, il “Cancelliere di ferro”, dominatore della vita politica europea per quasi trent’anni fino al 1890. Nonostante il nome, questo tipo di ricetta non fa parte della tradizionale cucina tedesca. Oggi ho voluto riproporvela in una versione più chic e particolare.

Ingredienti per 4 persone: 600 g di asparagi verdi, 4 uova grandi, un mazzetto di prezzemolo, 2 acciughine, olio evo, olio al tartufo, pepe nero, sale grosso.

Procedimento: tagliate la parte finale più dura degli asparagi e lavateli bene.
Legate gli asparagi fra loro con uno spago da cucina, per tenerli insieme ed evitare che si rompano durante la cottura. Fate bollire gli asparagi in acqua salata per circa 10/15 minuti, a seconda della grandezza.
Gli asparagi andrebbero cotti “in piedi”… per evitare che le punte si rompano. Per controllare che siano cotti, toccateli: devono essere al dente, cioè morbidi. Quando sono pronti, togliete la pentola dal fuoco ma non scolateli. Intanto preparate le uova: mettete a scaldare poco olio in un tegame antiaderente e aggiungete le uova. Per dare una forma diversa all’uovo potete anche cuocerlo all’interno di una formina in metallo.
Cuocete un uovo a persona: cercate di non rompere il tuorlo ed evitate che il bianco si cuocia troppo e diventi duro. In un mixer preparate il prezzemolo glia lavato, le due acciughine, olio e frullate. Tenete da parte.
Scolate gli asparagi e metteteli nel piatto da portata.
Quando l’uovo è cotto va adagiato sulle punte degli asparagi: irrorate gli asparagi col olio di cottura, la salsina al prezzemolo, olio al tartufo sul tuorlo e servite.

Orecchiette con carciofi in salsa allo zafferano

20190113_125331Sono giorni freddi, grigi, ma il sole ve lo porto io oggi con questo piatto dai colori e dal gusto davvero vivace. Un’orecchietta gustosa che si fa abbracciare e conquistare dalla salsa allo zafferano! Non sembrerebbe ma… questo è a tutti gli effetti un primo piatto vegetariano, ma anche vegan.

Ingredienti per 2 persone: 200 g di orecchiette (le mie sono gluten free di Farabella), 1/2 bicchiere di panna vegetale, 1 bustina di zafferano, 200 g di carciofi già puliti, 2 cucchiai di prezzemolo già lavato e tritato, 1 spicchio d’aglio, sale, pepe nero, olio evo.

Procedimento: mettete a scaldare acqua salata per la pasta. Nel frattempo in un ampio tegame antiaderente scaldate poco olio, lo spicchio d’aglio ed i carciofi ridotti a spicchi sottili. Cuocete fin tanto che si saranno ammorbiditi: ci vorranno 15/20’… il tempo di cuocere le orecchiette. In un pentolino diluite lo zafferano nella panna e tenetelo in caldo. Scolate le orecchiette, spostatele nel tegame dei carciofi al quale avrete aggiunto anche la salsa ed il prezzemolo. Mantecate bene a fuoco basso. Servite con una spolverata di pepe nero a piacere.

Frittata di riso con broccoli e scamorza

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Ormai la vediamo ovunque… quindi anch’io ho fatto la mia versione e vi assicuro che come “salva-cena” funziona perfettamente. Usando il riso e le uova come base potete comporla a vostro piacere. E azzarderei una prova con i vostri bambini… quelli che non amano le verdure. Vi lascio la ricetta della mia frittata ideale! Buon appetito!!

Ingredienti per 4 persone: 200 g di riso Arborio, 150 g di broccoli già lessati, 3 uova medie biologiche, 50 g di scamorza affumicata, una manciata di olive di Gaeta denocciolate, olio evo, sale, pepe.

Procedimento: lessate il riso al dente, in acqua salata, quindi basteranno 15′. Scolatelo e trasferitelo in un recipiente. Unite i broccoli leggermente tagliati a tocchetti, le uova, la scamorza a cubetti, le olive, sale, pepe macinato a piacere e mescolate bene. Assaggiate e regolate di sale. Scaldate bene un tegame antiaderente. Versate poco olio evo. Successivamente unite tutto il composto. Cuocete a fuoco basso e con un coperchio. Ogni tanto controllate la cottura: si dovrà formare una crosticina sul fondo. Ci vorrà indicativamente un quarto d’ora… Questo è il momento di girare la frittata… senza romperla. Usate il coperchio per rovesciarla; successivamente fatela scivolare all’interno del tegame e copritela nuovamente.  Passati 5 minuti. spegnete tutto e servite ben calda, a fette.

Penne in crema di taleggio, funghi e cimette di rapa

pennetaleggiofunghiIl Taleggio è un formaggio di origini davvero antichissime; documenti risalenti al 1200 ne testimoniano la presenza. Oggi la zona di produzione e di stagionatura del Taleggio spazia tra la Lombardia (nelle provincie di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza e Brianza, Pavia), il Piemonte (provincia di Novara e Verbano-Cusio-Ossola) e il Veneto (provincia di Treviso).

A riprova di tradizionalità, il Taleggio è stato riconosciuto formaggio DO (Denominazione di Origine) nel 1988 e formaggio D.O.P.(Denominazione di Origine Protetta).

Oggi, in onore di questo formaggio, vi consegno una bella ricettina, veloce, semplice da realizzare e gustosa. Nel mio caso ho usato una tipologia a pasta morbida, da poter ridurre in “fonduta” e una pasta gluten free #Garofalo molto buona.

Ingredienti per 4 persone: 400 g di pasta corta tipo penne, 200 g di Taleggio a pasta morbida, 150 g di funghi freschi champignon, 100 g di cimette di rapa, 1/2 bicchiere di latte, 1 noce di burro, una manciata di mandorle con la buccia, 1 spicchio d’aglio, olio evo, pepe nero, sale, foglie di prezzemolo.

Procedimento: come prima cosa da fare mettete a bollire l’acqua per la pasta con poco sale grosso. Nel frattempo mondate e lavate le cimette (non usate i gambi ma solo il fiore). Prendete una casseruola e scottatele per 5 minuti in acqua salata e calda.

A parte, lavate i funghi, tagliateli a fettine e passateli in tegame con uno spicchio d’alio, prezzemolo q.b., olio evo q.b., un pizzico di sale e di pepe macinato.

Cuocete a fuoco basso. Tostate le mandorle in un tegamino antiaderente: non bruciatele. Basteranno 2/3 minuti a fuoco moderato.

Per fare la crema di taleggio io ho fatto così: ho appoggiato un recipiente d’acciaio sopra la piccola casseruola dove stavo cuocendo i funghi per creare un piccolo “bagnomaria”. All’interno: il taleggio tagliato a dadoni, pepe nero, il latte e il burro. A fusione completata ho spento la casseruola sottostante per tenere tutto in caldo.

Lessate la pasta al dente. Conditela con la crema di taleggio, i funghi, le cimette sbollentate e a guarnire le mandorle tagliate grossolanamente a coltello.

Spaghetti al pesto di basilico, olive e ricotta dura

spaghettipestoolivericottaUno spaghetto al pesto rappresenta sempre la soluzione ideale per chi desidera un primo piatto gustoso, ma ha poco tempo da passare ai fornelli. Nel mio caso, il condimento è stato giustamente arricchito da olive di Gaeta denocciolate che ho acquistato al mercato insieme a dell’ottima ricotta dura. Vi consiglio provarla, anche in caso di ospiti inattesi.

Ingredienti per 4 persone: 320 g di spaghetti di grano saraceno (o anche linguine se le preferite), 100 g di pesto alla genovese, 100 g di ricotta dura romana, una manciata di olive di Gaeta denocciolate non in salamoia, olio evo, sale (io rosa dell’Himalaya).

Procedimento: In un tegame antiaderente mettete poco olio, il pesto e le olive denocciolate e tagliate a rondelle grossolanamente. Scaldate per pochissimo tempo, tipo 3/4 minuti. Lessate la pasta in abbondante acqua bollente salata; scolarla al dente, ma senza sgocciolare troppo e trasferitela direttamente nel tegame del condimento. Amalgamare bene tutti gli ingredienti. Completate i piatti con una bella dose di scaglie di ricotta dura e un giro di olio evo a crudo.

Polenta taragna, Casera e verdure toscane

polentaebieteTra i miei confort-food più gettonati, la polenta taragna occupa un posto d’onore. Se poi volete provare un azzardo, un incontro tra due regioni non molto lontane ma diametralmente opposte… provate questa accoppiata vincente e non ve ne pentirete. La polenta taragna, o semplicemente taragna è un piatto diffuso nell’Alta Lombardia, in particolar modo in Valtellina, in provincia di Bergamo e in provincia di Brescia. La polenta taragna che viene preparata con farina di grano saraceno miscelata con farina gialla a cui si aggiungono burro e formaggi tipici valtellinesi quali il Valtellina Casera DOP, tipico delle piccole latterie di paese. Provatela e fatemi sapere!

Ingredienti per 4/6 persone: 500 g di farina per polenta taragna, 1,5 lt di acqua salata, una manciata di sale, 50 g di burro, 200 g di formaggio tipo Casera morbido, 200 g di cavolo nero, 100 g di bieta rossa, olio evo q.b., uno spicchio d’aglio.

Procedimento: in un paiolo di rame o di ghisa, portate ad ebollizione l’acqua salata. Aggiungete a pioggia la farina e rimestando con l’aiuto di un mescolo di legno, preparate una polenta normale, cuocendola per circa un’ora. Nel frattempo lavate bene le verdure e fatele appassire direttamente in tegame con un filo d’olio, poco sale, l’aglio e un pochino d’acqua. Cuocete per circa 20′. A fine cottura, ancora sul fuoco, aggiungete il burro. Fatelo sciogliere, rimestate ed aggiungete il Casera a tocchetti. Continuate ancora a rimestare la polenta, per distribuire uniformemente al suo interno il formaggio. La polenta sarà cotta quando noterete che si staccherà dai bordi del paiolo. Toglietela quindi dalla fonte di calore, versatela sul tagliere e servite la polenta taragna molto calda con le verdure toscane.

Risotto alla zucca mantovana e speck croccante

risottozuccaspeckOggi un altro risotto con la mia amatissima zucca. L’accoppiata di oggi è sempre vincente per tutti palati: anche quelli più esigenti. Per la sapidità ho usato uno speck che ho reso croccante e super saporito. Soltanto una piccola accortezza rispetto agli altri risotti che trovate nel blog: ho asciugato la zucca in forno, per ottenere un sapore più concentrato vista la presenza dello speck.  Provatelo e ditemi cosa ne pensate, è davvero di facile realizzazione

Ingredienti:600 g di zucca mantovana (senza la buccia), 360 g di riso Carnaroli oppure Arborio, 140 g di speck tagliato a strisce sottili, ½ cipolla bionda, 4 cucchiai di olio evo, 60 g di burro (per la mantecatura), 1 rametto di rosmarino, 1 litro di brodo vegetale leggero.

Procedimento: disponete la zucca su una placca da forno e cuocete a 150° per 30’… più o meno finché non sarà abbastanza tenera. Una volta cotta tenete da parte. Tritate a velo la cipolla. Mettere un filo d’olio in una casseruola e rosolarvi la cipolla a fuoco basso finché non sarà completamente appassita. Alzare il fuoco, unite il riso e fatelo tostare un minuto. A questo punto aggiungete la zucca e il rosmarino. Salate e iniziate la cottura del riso unendo lentamente il brodo. Nel frattempo mettete lo speck in un tegamino antiaderente senza aggiungere grassi. Rendetelo croccante e poi spegnete il fuoco.Portare il risotto a cottura all’onda, quindi mantecare (fuori dal fuoco) con il burro tagliato a dadini.

Servire il risotto con lo speck croccante e una macinata di pepe nero. E buon appetito!