Frittata di riso con broccoli e scamorza

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Ormai la vediamo ovunque… quindi anch’io ho fatto la mia versione e vi assicuro che come “salva-cena” funziona perfettamente. Usando il riso e le uova come base potete comporla a vostro piacere. E azzarderei una prova con i vostri bambini… quelli che non amano le verdure. Vi lascio la ricetta della mia frittata ideale! Buon appetito!!

Ingredienti per 4 persone: 200 g di riso Arborio, 150 g di broccoli già lessati, 3 uova medie biologiche, 50 g di scamorza affumicata, una manciata di olive di Gaeta denocciolate, olio evo, sale, pepe.

Procedimento: lessate il riso al dente, in acqua salata, quindi basteranno 15′. Scolatelo e trasferitelo in un recipiente. Unite i broccoli leggermente tagliati a tocchetti, le uova, la scamorza a cubetti, le olive, sale, pepe macinato a piacere e mescolate bene. Assaggiate e regolate di sale. Scaldate bene un tegame antiaderente. Versate poco olio evo. Successivamente unite tutto il composto. Cuocete a fuoco basso e con un coperchio. Ogni tanto controllate la cottura: si dovrà formare una crosticina sul fondo. Ci vorrà indicativamente un quarto d’ora… Questo è il momento di girare la frittata… senza romperla. Usate il coperchio per rovesciarla; successivamente fatela scivolare all’interno del tegame e copritela nuovamente.  Passati 5 minuti. spegnete tutto e servite ben calda, a fette.

Orecchiette ai carciofi e salsa allo zafferano

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Oggi vi propongo un primo piatto leggero e gustoso, a base di carciofi, con la componente di una salsa cremosa ed avvolgente con lo zafferano che rende tutto molto piacevole al gusto. Adatto sia a un pranzo leggero, sia ad una cena importante. Essenziale per la sua buona riuscita la qualità e la freschezza dei carciofi.

Ingredienti per 2 persone: 160 g di orecchiette (io ho usato gluten free #Farabella), 2 carciofi (quelli con le spine), 1 limone, una tazzina da caffè di panna vegetale, 4 rametti di prezzemolo, 1 scalogno, 1 cucchiaio di olio evo, sale, pepe nero macinato al momento, 1 bustina di zafferano #Zaffy

Procedimento:come primo passo lavate i carciofi, togliete le foglie dure più esterne fino a ottenere i cuori formati solo da foglie tenere; tagliate le punte. Tagliateli a metà, eliminate il fieno, tagliateli a spicchi e metteteli in acqua e limone. Utilizzate anche i primi 8 centimetri di gambo. Togliete la parte esterna più coriacea con un pelapatate e affettarli. Mettete anch’essi nell’acqua acidulata. Lessate le orecchiette in acqua salata. Tritate il prezzemolo già lavato.  Mettete in un tegame antiaderente l’olio, lo scalogno. Quando appare dorato unire un pizzico di sale, un cucchiaio di acqua, il prezzemolo, i carciofi e cuocere per 10 minuti. A parte in un pentolino scaldate dolcemente la panna nel quale avrete stemperato lo zafferano. Salate a piacere. Unite la salsa ai carciofi e mescolate per far unire tutti i sapori. Regolate di sale e conditeci le vostre orecchiette. Completate con il pepe e eventualmente prezzemolo fresco.

 

Penne in crema di taleggio, funghi e cimette di rapa

pennetaleggiofunghiIl Taleggio è un formaggio di origini davvero antichissime; documenti risalenti al 1200 ne testimoniano la presenza. Oggi la zona di produzione e di stagionatura del Taleggio spazia tra la Lombardia (nelle provincie di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza e Brianza, Pavia), il Piemonte (provincia di Novara e Verbano-Cusio-Ossola) e il Veneto (provincia di Treviso).

A riprova di tradizionalità, il Taleggio è stato riconosciuto formaggio DO (Denominazione di Origine) nel 1988 e formaggio D.O.P.(Denominazione di Origine Protetta).

Oggi, in onore di questo formaggio, vi consegno una bella ricettina, veloce, semplice da realizzare e gustosa. Nel mio caso ho usato una tipologia a pasta morbida, da poter ridurre in “fonduta” e una pasta gluten free #Garofalo molto buona.

Ingredienti per 4 persone: 400 g di pasta corta tipo penne, 200 g di Taleggio a pasta morbida, 150 g di funghi freschi champignon, 100 g di cimette di rapa, 1/2 bicchiere di latte, 1 noce di burro, una manciata di mandorle con la buccia, 1 spicchio d’aglio, olio evo, pepe nero, sale, foglie di prezzemolo.

Procedimento: come prima cosa da fare mettete a bollire l’acqua per la pasta con poco sale grosso. Nel frattempo mondate e lavate le cimette (non usate i gambi ma solo il fiore). Prendete una casseruola e scottatele per 5 minuti in acqua salata e calda.

A parte, lavate i funghi, tagliateli a fettine e passateli in tegame con uno spicchio d’alio, prezzemolo q.b., olio evo q.b., un pizzico di sale e di pepe macinato.

Cuocete a fuoco basso. Tostate le mandorle in un tegamino antiaderente: non bruciatele. Basteranno 2/3 minuti a fuoco moderato.

Per fare la crema di taleggio io ho fatto così: ho appoggiato un recipiente d’acciaio sopra la piccola casseruola dove stavo cuocendo i funghi per creare un piccolo “bagnomaria”. All’interno: il taleggio tagliato a dadoni, pepe nero, il latte e il burro. A fusione completata ho spento la casseruola sottostante per tenere tutto in caldo.

Lessate la pasta al dente. Conditela con la crema di taleggio, i funghi, le cimette sbollentate e a guarnire le mandorle tagliate grossolanamente a coltello.

Spaghetti al pesto di basilico, olive e ricotta dura

spaghettipestoolivericottaUno spaghetto al pesto rappresenta sempre la soluzione ideale per chi desidera un primo piatto gustoso, ma ha poco tempo da passare ai fornelli. Nel mio caso, il condimento è stato giustamente arricchito da olive di Gaeta denocciolate che ho acquistato al mercato insieme a dell’ottima ricotta dura. Vi consiglio provarla, anche in caso di ospiti inattesi.

Ingredienti per 4 persone: 320 g di spaghetti di grano saraceno (o anche linguine se le preferite), 100 g di pesto alla genovese, 100 g di ricotta dura romana, una manciata di olive di Gaeta denocciolate non in salamoia, olio evo, sale (io rosa dell’Himalaya).

Procedimento: In un tegame antiaderente mettete poco olio, il pesto e le olive denocciolate e tagliate a rondelle grossolanamente. Scaldate per pochissimo tempo, tipo 3/4 minuti. Lessate la pasta in abbondante acqua bollente salata; scolarla al dente, ma senza sgocciolare troppo e trasferitela direttamente nel tegame del condimento. Amalgamare bene tutti gli ingredienti. Completate i piatti con una bella dose di scaglie di ricotta dura e un giro di olio evo a crudo.

Polenta taragna, Casera e verdure toscane

polentaebieteTra i miei confort-food più gettonati, la polenta taragna occupa un posto d’onore. Se poi volete provare un azzardo, un incontro tra due regioni non molto lontane ma diametralmente opposte… provate questa accoppiata vincente e non ve ne pentirete. La polenta taragna, o semplicemente taragna è un piatto diffuso nell’Alta Lombardia, in particolar modo in Valtellina, in provincia di Bergamo e in provincia di Brescia. La polenta taragna che viene preparata con farina di grano saraceno miscelata con farina gialla a cui si aggiungono burro e formaggi tipici valtellinesi quali il Valtellina Casera DOP, tipico delle piccole latterie di paese. Provatela e fatemi sapere!

Ingredienti per 4/6 persone: 500 g di farina per polenta taragna, 1,5 lt di acqua salata, una manciata di sale, 50 g di burro, 200 g di formaggio tipo Casera morbido, 200 g di cavolo nero, 100 g di bieta rossa, olio evo q.b., uno spicchio d’aglio.

Procedimento: in un paiolo di rame o di ghisa, portate ad ebollizione l’acqua salata. Aggiungete a pioggia la farina e rimestando con l’aiuto di un mescolo di legno, preparate una polenta normale, cuocendola per circa un’ora. Nel frattempo lavate bene le verdure e fatele appassire direttamente in tegame con un filo d’olio, poco sale, l’aglio e un pochino d’acqua. Cuocete per circa 20′. A fine cottura, ancora sul fuoco, aggiungete il burro. Fatelo sciogliere, rimestate ed aggiungete il Casera a tocchetti. Continuate ancora a rimestare la polenta, per distribuire uniformemente al suo interno il formaggio. La polenta sarà cotta quando noterete che si staccherà dai bordi del paiolo. Toglietela quindi dalla fonte di calore, versatela sul tagliere e servite la polenta taragna molto calda con le verdure toscane.

Risotto alla zucca mantovana e speck croccante

risottozuccaspeckOggi un altro risotto con la mia amatissima zucca. L’accoppiata di oggi è sempre vincente per tutti palati: anche quelli più esigenti. Per la sapidità ho usato uno speck che ho reso croccante e super saporito. Soltanto una piccola accortezza rispetto agli altri risotti che trovate nel blog: ho asciugato la zucca in forno, per ottenere un sapore più concentrato vista la presenza dello speck.  Provatelo e ditemi cosa ne pensate, è davvero di facile realizzazione

Ingredienti:600 g di zucca mantovana (senza la buccia), 360 g di riso Carnaroli oppure Arborio, 140 g di speck tagliato a strisce sottili, ½ cipolla bionda, 4 cucchiai di olio evo, 60 g di burro (per la mantecatura), 1 rametto di rosmarino, 1 litro di brodo vegetale leggero.

Procedimento: disponete la zucca su una placca da forno e cuocete a 150° per 30’… più o meno finché non sarà abbastanza tenera. Una volta cotta tenete da parte. Tritate a velo la cipolla. Mettere un filo d’olio in una casseruola e rosolarvi la cipolla a fuoco basso finché non sarà completamente appassita. Alzare il fuoco, unite il riso e fatelo tostare un minuto. A questo punto aggiungete la zucca e il rosmarino. Salate e iniziate la cottura del riso unendo lentamente il brodo. Nel frattempo mettete lo speck in un tegamino antiaderente senza aggiungere grassi. Rendetelo croccante e poi spegnete il fuoco.Portare il risotto a cottura all’onda, quindi mantecare (fuori dal fuoco) con il burro tagliato a dadini.

Servire il risotto con lo speck croccante e una macinata di pepe nero. E buon appetito!